L’alimentazione diventa meditazione?

mindful eating

Ho provato la mindful eating e ne sono rimasta affascinata!

Parliamo di una cosa a cui mi sto avvicinando da poco, ma che riguarda da vicino il nostro approccio all’alimentazione: la filosofia della mindful eating.

Lasciami dire che non è stato facile capire cosa si intende per mindful eating: possiamo definirlo un approccio che si concentra sulla consapevolezza sensoriale e sull’esperienza del cibo, in opposizione all’abitudine, purtroppo sempre più diffusa, di mangiare in fretta, anche senza fame e senza la consapevolezza di ciò che si sta mangiando.

Nel concreto, questo si traduce in:

  • scegliere e cucinare cibi sani e nutrienti;
  • entrando in sintonia con gli alimenti usando tutti i sensi, esplorandone sapore, colore, odore, come anche temperatura e consistenza; 
  • mangiare lentamente, prestando la massima attenzione ai segnali del corpo;

L’obiettivo della mindful eating è riprendere contatto con i nostri sensi per riguadagnare il controllo e cominciare a nutrirsi con coscienza che ciò che mangiamo influisce su ogni aspetto della nostra vita.

Una disciplina trasversale

Interessarsi di mindful eating significa interessarsi di alimentazione, psicologia e, più in generale, cultura: è una disciplina trasversale e riguarda una delle attività umane che svolgiamo TUTTI, senza eccezioni!

Uno degli aspetti della mindful eating che mi ha affascinato è la riconnessione tra mente e corpo durante l’atto di mangiare.

È una triste verità che, per molti di noi, l’attività di mangiare è una cosa da sbrigare in fretta per essere liberi di dedicarsi ad altro.

La mindful eating propone proprio il contrario: mangiare lentamente, ascoltare i segnali del proprio corpo, essere consapevoli di ciò di cui abbiamo bisogno per nutrirci. E ricordare che spesso sentiamo segnali di sazietà solo dopo circa 20 minuti dall’inizio del pasto, ragione per cui spesso mangiamo più del necessario.

Anche – e, per quanto mi riguarda, soprattutto – per darsi il tempo di assaporare il cibo!

Mindful eating con una tazza di tè

Nel corso delle mie esplorazioni sulla mindful eating, mi sono imbattuta in questa citazione:

“Questa tazza di tè nelle mie due mani,

la consapevolezza è mantenuta perfettamente.

La mia mente e il mio corpo dimorano

proprio qui e ora.“

È una citazione di Thich Nhat Hanh, monaco buddhista e poeta vietnamita che secondo molti è tra i “padri” della mindful eating. 

Nei suoi libri, Thich Nhat Hanh propone un approccio alla preparazione e al consumo di cibo che accosta l’alimentazione alla meditazione. 

Quando mangiamo un pezzo di mela è quindi importante che la nostra mente non stia vagando altrove: dobbiamo invece mantenere la nostra attenzione sulla mela, in modo da essere consapevoli della mela nel suo insieme e in tutti i suoi collegamenti. 

Mangiando la mela, dobbiamo quindi vedere il seme, l’albero, il frutteto e le persone che hanno coltivato la mela. 

Questa filosofia nasce come risposta a un periodo storico senza precedenti, che vede più persone sovrappeso che affamate o sottopeso. L’obiettivo è rallentare, godersi veramente ciò che si mangia e, più in generale, migliorare la qualità della vita!

Forse, ad oggi, il nostro stile di vita non ci permette un approccio all’alimentazione quotidiana come questo, ma di certo questa è la direzione in cui dobbiamo muoverci.

E sì, la prossima volta che berrò una tazza di tè lo farò sicuramente con maggiore attenzione!


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