All About Avocado

Avocado FreshEnergy

Avocado: le proprietà, i trucchi per utilizzarlo al meglio nei tuoi piatti… e i “falsi miti” da sfatare. “Superfood”? Anche no, grazie.

Avocado qui, avocado lì, avocado ovunque. Ormai da qualche anno, e specialmente all’interno di alcuni ambienti e “trend” alimentari, l’occidente e gli italiani hanno “scoperto” l’avocado e sembrano non poterne più fare a meno. 

Detta così, potresti subito pensare che io lo detesti. Tutt’altro! 

Anche io apprezzo l’avocado e lo impiego spesso nei miei piatti e nelle mie ricette, come ti dirò tra pochissimo. Però, penso che sia il caso di cominciare questa  “chiacchierata” con te sfatando un mito che vedo molto circolare, e che purtroppo è privo di fondamento.

L’avocado è un frutto molto gustoso e utile in cucina, ha un vivo colore verde/giallo che lo rende gradevole e persino “simpatico” alla vista, è dotato di numerose proprietà interessanti ma… non è un “superfood”.

Ecco, l’ho detto. 

In realtà, l’intera categoria dei “superfood” è per lo più inventata dal maketing e non ha particolari basi scientifiche, quindi, quando qualcuno usa questo termine, specialmente se è per cercare di venderti qualcosa, decantando i suoi straordinari effetti sul tuo corpo e magari pure sulla tua mente… ti consiglio di diffidare.

Tolto questo piccolo sassolino dalla scarpa (ahi!), veniamo finalmente a noi, ossia a tutti i motivi per cui l’avocado è un frutto fantastico, che, se ben impiegato, può dare veramente un tocco eccezionale ai tuoi piatti, rendendoli buoni, gustosi, “diversi”, colorati e sicuramente sani.

Chiedergli di più sarebbe troppo, non trovi?

Piacere, Avocado.

L’avocado è un frutto originario di paesi tropicali come il Messico (che ne è il primo produttore mondiale), il Brasile e la Colombia. Il che ci suggerisce che avere in Italia avocado “a km 0” è difficilotto (anche se qualche coltivazione nel sud Italia esiste).

Il nome originario deriva probabilmente dall’azteco e significa… “testicolo”. Perché in effetti, a ben guardarlo, la forma è un po’ quella. Cosa volete? La natura è fatta così. 

Al di là delle curiosità “anatomiche”, comunque, ciò che rende l’avocado un frutto molto interessante è la sua caratteristica polpa: succulenta, pastosa e cremosa, si presta molto ad essere utilizzata come ingrediente per realizzare un’infinità di ricette a base di avocado, sia a fette che in cubetti o frullato.

Attenzione, però: la polpa di avocado, pur avendo tutte queste belle caratteristiche, NON è da considerarsi un ingrediente “light”. Anzi! Basta dare uno sguardo ai valori nutrizionali (che consiglio sempre di consultare per informarsi, ma senza fissazioni) per rendersene conto. 

100g di polpa di avocado maturo, infatti, contengono: 15g di grassi (di cui 13g insaturi), 9g di carboidrati (di cui 7g fibre) e 2g di proteine. 

Insomma, l’avocado sicuramente non può essere spacciato per frutto “proteico” (con soli 2g!) o addirittura “magro”. Ma è proprio quest’ultima caratteristica a renderlo interessante: utilizzata nel giusto modo, infatti, la polpa di avocado può contribuire a dare ai nostri piatti quell’apporto equilibrato di grassi “buoni” (alternativi ai grassi animali o ad altre soluzioni “industriali”) che sono necessari non solo per rendere un cibo più gustoso, ma anche per contribuire ad una dieta sana e bilanciata

Attenzione però: le parole chiave sono “utilizzata nel giusto modo”.

E qui veniamo alle note dolenti…

Avocados Desperados

Per quanto possa somigliargli, l’avocado non è una pera (frutto nobilissimo per la sua bontà e “semplicità” d’animo). Saperlo impiegare e ottenere il meglio da lui richiede qualche accortezza in più.

La primissima cosa da non fare mai con un avocado (vi prego!) è proprio… sbucciarlo come una pera! Hai presente il senso di fastidio che provi quando nei film americani vedi mettere il ketchup sulla pasta fredda e collosa? Ecco. 

Il modo giusto per “affrontare” un avocado è tagliarlo a metà e poi “scavarne” la polpa con un cucchiaio. Attenzione perché la polpa, quando non è più protetta dalla buccia, tende a scurirsi. Non è un problema: basterà togliere un velo della parte esterna e il “cuore” della polpa sarà ancora buono come se l’avocado fosse stato appena aperto!

Anche capire se un avocado è al giusto punto di maturazione (per sapere quale comprare o quando impiegarlo) è importante. La polpa di un avocado ben maturo deve essere morbida e pastosa, ma a volte la buccia esterna rimane comunque dura, quindi può essere difficile giudicare cosa si cela al suo interno.

Per fortuna, esiste un piccolo trucchetto. Per capire se un avocado è maturo, prova a staccare il picciolo: se verrà via senza opporre troppa resistenza, buon segno! Se poi la polpa sotto al picciolo risulta di colore verde acceso, il tuo frutto sarà maturo e pronto per essere gustato o impiegato nelle tue ricette! Un colore marrone significa invece che il punto di maturazione è ormai passato. 

In caso il tuo avocado fosse ancora determinato a tenersi il picciolo (e quindi non ancora maturo), per accelerare la maturazione basterà mettere il frutto in un sacchetto di carta contenente anche una mela o una banana: due o tre giorni, di solito, saranno sufficienti. 

Avoché??

Ok Alice, ma quando il mio avocado è maturo, aperto e “scavato” correttamente, con quella polpa bella verde e gustosa… che cosa ci faccio?

La risposta è: un sacco di cose!

Io per esempio lo impiego sui miei Avocado Toast: su una base croccante di pane di segale integrale (fatto con il mio lievito madre) aggiunge quella morbidezza e quella cremosità fantastiche che, ad ogni morso, si sciolgono in bocca e si legano perfettamente al sapore degli altri ingredienti, che siano salmone, uovo o persino agrumi. 

Ma anche frullato e trasformato in salsina, l’avocado può arricchire e ingolosire un’infinità di piatti, come una Bowl gustosa e profumata, a cui apporta il giusto ed equilibrato contenuto di grassi vegetali, o persino uno Smoothie, a cui dona consistenza speciale e un colore intenso ed irresistibile.

Infine, ovviamente, l’avocado è la base per la famosa salsa guacamole, appartenente alla tradizione della cucina messicana ma ormai “esportata” in tutto il mondo e perfetta per accompagnare diversi cibi e snack.

Riguardo il tema “salsine”, vale la pena specificare una cosa: spesso le salse a base di avocado sono anche addizionate con altri grassi (in Italia ad esempio si impiega frequentemente l’olio d’oliva). Non è un problema se il tutto è stato ben valutato, ma tienilo a mente e considera che così la fonte di grassi nel piatto non sarà più solo una, bensì due!

Non solo avocado

Insomma, i modi ed i motivi per gustare l’avocado, grande e apprezzato “trasformista” della tavola, sono infiniti.

Ma non mi chiamerei Alice Fazi se non ti invitassi, come sempre, a non “fissarti” mai con un solo ingrediente. L’avocado è buonissimo, ma non è insostituibile. In Italia, infatti, abbiamo un’altra fonte di grassi “buoni”, tra le più speciali e apprezzate in tutto il mondo: l’olio extravergine di oliva.

Impiegare l’avocado al suo posto va benissimo e può essere divertente e gustoso, soprattutto se ti porta a sperimentare nuove idee e soluzioni, ma dal punto di vista nutrizionale ed “healthy” non c’è una ragione specifica per preferirlo ad un buon olio d’oliva.

Puoi, dunque, sentirti libera di impiegare l’uno o l’altro, a seconda dei tuoi gusti e di quanto vuoi sentirti più “esotica” o “mediterranea”

È la mia filosofia, e la filosofia alla base di FreshEnergy!

Alice

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