Alimentazione sostenibile: un concetto che dobbiamo capire 

alimentazione sostenibile

Cosa si intende con alimentazione sostenibile?

È un concetto “di moda” ma, come per molte delle discussioni che riguardano l’alimentazione, c’è anche molta confusione. 

Anche nel mio piccolo, è facile vedere che manca ancora la consapevolezza diffusa di quanto sia importante – e urgente – capire il significato di questo concetto.

 

Che cos’è l’alimentazione sostenibile?

La definizione di “alimentazione sostenibile” è legata a doppio filo a quella di sviluppo sostenibile, cioè uno sviluppo in grado di garantire la soddisfazione delle necessità della popolazione presente senza compromettere la soddisfazione delle generazioni future (fonte: Enciclopedia Treccani).

Applicato al modo in cui scegliamo di nutrirci, l’aggettivo “sostenibile” prevede quindi il consumo di cibo sano e prodotto con un basso impatto ambientale.

E, attenzione, si tratta di un concetto fondamentale: quello che mangiamo non influenza solo il nostro benessere e la nostra salute, ma ha un peso sull’ambiente, sulla società e sulle condizioni del pianeta che abitiamo.

 

La risorsa più preziosa che abbiamo

Ragionare in termini di alimentazione sostenibile significa confrontarsi prima di tutto con il mercato

Con pochissime eccezioni, le grandi aziende del settore alimentare hanno la necessità di minimizzare i costi di produzione: questa necessità si traduce nell’uso di fertilizzanti e pesticidi chimici, antibiotici animali e ormoni della crescita.

Sono scelte dettate da ragioni prettamente economiche che causano problemi per la salute delle persone e dell’intero ecosistema.

Ecco perché ognuno di noi, nel proprio piccolo, ha la responsabilità di contribuire a porre un freno alla situazione, con la risorsa più preziosa che abbiamo: la lista della spesa

 

La responsabilità condivisa dell’alimentazione sostenibile

Dobbiamo quindi chiederci: cosa possiamo fare, nel concreto, per contribuire alla salubrità del pianeta che abitiamo?

Ne vediamo alcuni.

 

Non sprechiamo il cibo: ogni anno in Italia si sprecano tonnellate e tonnellate di cibo e la responsabilità è per buona parte dei consumatori finali. Ci sono tanti modi per tagliare lo spreco: il più immediato è pianificare i pasti con qualche giorno di anticipo e fare la spesa di conseguenza.

 

Non consumiamo troppo cibo: mangiare più cibo di quanto serva al nostro corpo non è solo nocivo per la salute. La tendenza all’alimentazione eccessiva è alla base di politiche produttive che non rispettano i ritmi della Natura e impattano in modo nettamente negativo sull’ambiente. Organizzare la nostra dieta per mangiare solo quello di cui abbiamo bisogno – o poco di più – è un modo per orientare il mercato verso un approccio più sano e rispettoso.


Evitiamo ingredienti di origine animale: evitare alimenti come la carne rossa, pollame e pesce di allevamento intensivo fa bene alla salute, al portafoglio e soprattutto all’ambiente. Se non vogliamo abbracciare una dieta a base vegetale possiamo comunque scegliere alimenti sostenibili. E non dimentichiamo di rendere onore alla secolare tradizione italiana: diamo la precedenza, quando possibile, a ingredienti a chilometro 0 e provenienti da aziende che non utilizzano pesticidi.

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